Vi sposate? Ecco una guida utile per non andare in panico!


 

Vi sposate? Calma e sangue freddo!


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Ok, è un po’ di tempo che state insieme, magari state anche già convivendo. La vostra è una coppia solida, i tempi sono maturi per passare alla fase definitiva.

 

Già, state talmente bene insieme che non avete certo paura del ‘per sempre’, lui si è inginocchiato davanti a voi, come da ‘protocollo’ non scritto, in uso da secoli, e vi ha dato l’anello.

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Non avete paura del ‘per sempre’ … uhm … ma allora perché sta cominciando a venirvi un panico incontrollabile?!

 

Non avete idea di nulla, zero idee per l’organizzazione delle vostre nozze, anzi ne avete un sacco! Il lavoro vi assorbe oltre ogni modo, ma vi consumate gli occhi la sera su internet a caccia di spunti.

 

Sono giorni che lui vi chiede di uscire …  cosa?? Ma perché gli uomini sono sempre così tranquilli ??? Non se ne parla nemmeno di uscire! Bisogna organizzare le nozze!

Dunque vediamo di darvi un ‘aiutino’ ... facciamo la lista delle cose da fare: in ordine di precedenza naturalmente.

 

1.     Scegliere la chiesa e parlare col sacerdote, se vi sposate in chiesa, naturalmente questa è la primissima cosa da fare: decidere la data e bloccare la chiesa. La data va decisa in accordo col sacerdote che vi dovrà sposare, ovviamente i vostri reciproci impegni andranno allineati. Se le nozze saranno civili, dovrete fare la stessa operazione al comune.

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2.     Prossima mossa: una volta decisa e bloccata la data, via libera alla scelta della location. Qui avrete tanto da fare, con i preventivi, visite, appuntamenti, scelta menu, e chi più ne ha più ne metta, a meno che non avete già le idee chiare, dovrete macinare ‘mila’ km. Sappiate che molti ristoranti propongono il ‘tasting’,  ovvero la degustazione di un menu a scelta, ovviamente dei piatti principali e più particolari, in modo da avere un’idea se possano essere di vostro gusto. In genere il tasting è a pagamento, ma se poi confermate quella data location, può essere che vi venga offerto.

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3.     Altro step: tornare dal sacerdote per avviare il ‘processicolo’, esso può essere fatto indifferentemente da uno dei due parroci dei futuri sposi. Un passo importante per le nozze in chiesa, in quanto serve a verificare che gli sposi siano ben consapevoli del passo che stanno per fare, che siano entrambi liberi da vincoli matrimoniali, preparatevi perché ci sarà un breve ‘interrogatorio’ che il sacerdote farà ai futuri sposi separatamente, compilerà la scheda di ciascuno, se è tutto a posto, complilerà le richieste di pubblicazioni, sia in chiesa che al comune. Mentre se le nozze dovessero essere solo civili, i comuni di residenza procederanno d'ufficio a verificare che non esistano precedenti vincoli e che ci sia il via libera alle nozze.

 

Le pubblicazioni in chiesa verranno affisse di domenica e vi resteranno fino alla domenica successiva compresa, di fatto resteranno per otto giorni comprese le due domeniche.

 

Per le pubblicazioni in Municipio bisognerà trasmettere via mail, all’ufficio Matrimoni, la richiesta di pubblicazioni relative al comune, fatta dal parroco, il comune poi si incaricherà di dare appuntamento ai nubendi invitandoli a portare con se il foglio della pubblicazione comunale in originale, e due marche da bollo da 16,00 eu (all'ora attuale) l’una per le due pubblicazioni nei comuni di residenza degli sposi. Le pubblicazioni, in questo caso, dovranno essere affisse pubblicamente per ben undici giorni.

 

Sia per le pubblicazioni della chiesa che per quelle del comune, al termine delle pubblicazioni, i fogli verranno tolti dalle rispettive bacheche, e verranno entrambi compilati nella parte che riguarda ‘il non impedimento alle nozze’. Forse, per chi ancora non lo sapesse, sarà chiaro che queste pubblicazioni vengono fatte per verificare che nessuno abbia da mettere ostacoli alle nozze, su ragioni fondate, ovviamente.

 

4.     E ora viene il ‘tasto dolente’ CHI INVITARE???’. Calma! Arriverete a risolvere anche questa questione. Vi veniamo in soccorso noi con qualche, modesta, dritta.


In genere, ripetiamo in genere, si invitano alle nozze tutte quelle persone, compresi i parenti, che vi sono stati vicini durante l’ultimo anno.
Finito di invitare quei parenti o amici ‘solo perché mila anni fa ci hanno invitato alle loro nozze e poi sono spariti nella nebbia’. Non abbiate paura di fare tagli, le nozze sono un momento di gioia condivisa e, francamente, di avere tra i piedi persone che non si ricordano neanche più di voi, nonostante la parentela, per quanto stretta possa essere, sinceramente non avrebbe proprio senso! Poi, ovviamente, ognuno fa come si sente di fare.

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5.     Gli inviti in tempo di COVID, ahi, un altro tasto un po' dolente… quante coppie hanno rimandato le nozze programmate nel 2020? Sicuramente siete tantissime! Ma poi, siamo arrivati al 2021, e le cose, sembra, non sono poi tanto cambiate! I limiti ci sono, eccome. Allora, una soluzione potrebbe essere fare inviti scaglionati. Ripartiti così: le persone più strette, famiglia e amici fraterni ovviamente potrebbero essere invitati al pranzo o cena il giorno delle nozze. I restanti ospiti, potrebbero, a turno, essere invitati ad un pranzo o cena posticipati. Sarebbe anche un’occasione per gli sposi, volendo,  di indossare nuovamente i loro abiti delle nozze. Non male, vero?

 

6.     L’abito dello sposo. Le cose più importanti le avete già avviate: avete la chiesa, la location, avete stabilito quali saranno i vostri invitati, avete definito il menu. Bene, ora possiamo dedicarci agli abiti. Notoriamente lo sposo non ha grossi problemi a trovare l’abito che gli conviene, anche lui però avrà gli occhi puntati addosso, dunque, giusto per saperlo, per le cerimonie diurne sarà bene che indossi un abito classico, mai a doppio petto e ... orologio si, ma mai col fermacravatta. Infatti, così come per la sposa, l’unico gioiello che si dovrebbe indossare è la fede, punto! Se la cerimonia fosse di sera, ma solo se prevede un dopo cena di gala con balli fino a tardi, lo sposo può indossare lo smoking, abito da sera maschile per eccellenza, in questo caso le scarpe, stringate, dovranno essere di vernice. Mentre per l’abito classico diurno la scarpe, sempre stringate, dovranno essere opache. Torniamo all’abito per la cerimonia diurna, in giro si vedono sposi che indossano abiti bianchi, o dai colori sgargianti, premesso che, ovviamente, ognuno sceglie di vestirsi come vuole alle sue nozze, sarebbe bene non prestare il fianco a commenti poco simpatici, evitare di rendersi ridicoli, dopotutto l’eleganza non si fa notare, ma è sempre sinonimo di semplicità e classicismo. Volenti o nolenti è solo la classicità che attraversa i tempi senza sembrare orribilmente datata. Pensateci, perché le foto vi seguiranno per la vita!
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Ammesso che lo sposo segua i canoni dell’eleganza, terminiamo di descrivere il suo outfit parlando dei gemelli, li può indossare solo se sono molto discreti. Ultima cosa: la boutonnière, si mette rigorosamente a sinistra, essa viene creata dalla fiorista con un fiore che è presente anche nel bouquet della sposa. La stessa boutonnière verrà fatta, in misura più piccola sia per i testimoni che per i papà degli sposi.

 

7.     L’abito della sposa. 

Abbiamo ‘sistemato’ lo sposo. Ora c’è da pensare a lei. Inutile girarci intorno, avrà le luci della ribalta, poco ma sicuro … avete mai sognato di essere al posto della vostra attrice preferita protagonista di un romantico film che ha riscosso un successo mondiale? Bene, sarete voi la star! Girerete parecchio, probabilmente, per trovare l’abito dei vostri sogni. Il nostro consiglio è di andare a misurare gli abiti solo con una vostra intima amica o con vostra sorella, o vostra mamma, in ogni caso con non più di due accompagnatrici, a patto che siano persone che possano consigliarvi spassionatamente senza interferire con la vostra scelta.


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Come vestirvi? Anche qui vale la regola dell’eleganza che non ha tempo, specie se vi dovete sposare in chiesa, bisogna osservare un certo rispetto per il luogo di culto, dunque meglio non scegliere abiti troppo scollati, o troppo ricchi, o con spacchi vertiginosi che vi metterebbero in imbarazzo mentre siete sedute (chissà perché quando si misurano gli abiti da sposa, solo raramente le commesse vi fanno sedere per vedere l’effetto). Trucco, parrucco, gioielli, tutto all’insegna della semplicità, la scelta migliore! Ne siete convinte?


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L’ unico gioiello che una sposa dovrebbe portare è la fede, esattamente come il suo sposo. L’anello di fidanzamento, in genere si lascia a casa o lo indossa temporaneamente la vostra testimone, o vostra mamma, per poi restituirvelo dopo la cerimonia. Gli unici gioielli consentiti sono gli orecchini, a patto che siano discreti ed eleganti. Le perle? Si dice che le perle siano sinonimo di ‘lacrime’, dunque in genere non andrebbero indossate, ma non crediamo troppo alle superstizioni …

 

8.     Archiviata la ‘pratica’ abiti, pensiamo ora agli aspetti strettamente legati al dopo cerimonia. Ad esempio le bomboniere, il tema delle nozze, partecipazioni … Iniziamo dal tema, già, dovrebbe essere la prima cosa da decidere, perché in base a quello deriva tutto il resto. È un dilemma? Forse no, è più semplice di quanto pensiate: provate a pensare a cosa vi lega, a come vi siete incontrati, a come descrivereste la vostra coppia … facciamo un esempio molto molto semplice e facile: siete una coppia che viaggia? Il tema saranno i viaggi, e così via. Comunque, sappiate che, non è indispensabile avere un tema a tutti i costi, potreste semplicemente scegliere lo stile del vostro matrimonio, elegante, boho, ecc… ecco, una volta individuato il tema o lo stile, procedete con la scelta dell’immagine coordinata, partecipazioni, tags, bomboniere, tableau, tutto dovrà avere lo stesso fil rouge. In questo modo tutto sarà omogeneo, coerente, armonioso.

Fate attenzione in questa fase, perchè la scelta di questi elementi spesso viene fatta su internet da vari fornitori, siti di vendita online, e, a meno che non ne troviate uno che crea tutto (dalle partecipazioni alle tags, bomboniere, libretti messa ecc.) potreste non avere esattamente gli stessi stili e colori.


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Abbiamo sviluppato le parti più importanti dell’organizzazione di un matrimonio. 


State pensando di sposarvi presto? Anche con pochi invitati, Covid oblige, si può avere un evento da sogno curato nei minimi dettagli, proprio come se aveste la wedding planner. 

Se avete bisogno del nostro aiuto compilate il breve questionario e vi ricontatteremo al più presto e senza impegno.

Grazie e al prossimo articolo !



 


 

 

 

 

 

 





Tutto sulla fatidica proposta di matrimonio.


 

Lui si inginocchia per chiedervi di sposarlo? Romantico!!!

Ma... perché lo fa? Da dove arriva questa tradizione?

Siete curiosi eh? Ok, mettetevi comodi allora che vi sveliamo l’arcano...


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Tanto per cominciare, nella tradizione più antica, era il padre del futuro sposo che chiedeva la mano della sposa al padre di quest’ultima, la quale non veniva neanche interpellata (agghiacciante visto oggi, no?), all’epoca i matrimoni erano più che altro il suggello di alleanze tra famiglie. Nella maggior parte dei casi, ovviamente, l’amore non faceva parte del pacchetto, non c’era nulla di romantico in tutto questo, ma, se gli sposi erano fortunati, poteva darsi che si innamorassero durante la loro vita matrimoniale…


Con il passare degli anni, questa tradizione ha subito delle evoluzioni, era infatti il futuro sposo stesso che si recava dal futuro suocero per chiedergli la mano della figlia, si presume che i due giovani si conoscessero già e fossero segretamente innamorati, purtroppo però dovevano passare questo esame: che lui piacesse oppure no al potenziale suocero...e, a seconda della delicatezza di quest'ultimo, l'aspirante fidanzato poteva uscire dalla casa indenne, oppure malmenato!

La tradizione di offrire un anello e di osservare un periodo di fidanzamento, si deve a Papa Innocenzo III, il quale nel IV Concilio Laterano, nel XIII secolo, lo legittimò, fu quindi previsto che fosse il prete a rendere noto il fidanzamento attraverso un annuncio, al fine di scongiurare ogni opposizione al futuro matrimonio, il fidanzamento era considerato come una promessa e le nozze dovevano avvenire non oltre i sei mesi dall’annuncio ufficiale.
Piano piano le cose sono ulteriormente cambiate, ormai, già da molto tempo, il futuro sposo chiede direttamente alla sua donna di diventare sua moglie, e la presentazione alla famiglia di lei è diventato più che altro un segno di rispetto, anzi, sono i futuri sposi che decidono insieme quando e come rendere partecipi le rispettive famiglie.

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Anche se ai giorni nostri può anche essere la donna che chiede in sposo il suo uomo, la proposta di matrimonio è stata da sempre una consuetudine esclusivamente maschile, solo le Regine dovevano domandare in sposo il loro futuro principe consorte, l’uomo mai e poi mai si sarebbe potuto permettere di farlo, in quanto di rango inferiore (dal punto di vista nobiliare ovviamente).

Infine parliamo del famoso ginocchio a terra del futuro sposo durante la fatidica domanda...

Perché questa tradizione? Si dice ci arrivi dal Medioevo, quando gli uomini durante la loro investitura solenne al rango di Cavalieri, dovevano mettere un ginocchio a terra davanti al loro Signore, o Re o Regina, era un segno di sottomissione, di obbedienza, lealtà e offerta della vita a loro servizio.


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Ancora oggi l’inginocchiarsi ha una valenza simile durante le cerimonie religiose…

Ecco perché da allora gli uomini hanno la consuetudine di mettere un ginocchio a terra davanti alla loro bella: in segno di offerta di sé ed anche con l’intento di non mettere in soggezione la ragazza.

Forse sarà una tradizione obsoleta, può darsi, ma ancora oggi molti giovani non rinunciano a fare la loro domanda di matrimonio in ginocchio, perché rende molto più solenne e pieno di emozione questo specialissimo momento… romantico no?

 

 

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R.S.V.P. questo sconosciuto.


 

Una formula sempre più utilizzata in ogni tipo di partecipazione, dalle private alle aziendali. Ma sappiamo esattamente cosa significa?

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Prima di addentrarci in questo argomento, però, facciamo una passeggiata indietro nel tempo, andiamo a curiosare come e perché ha avuto origine la partecipazione.


Se nel Medioevo è ben nota la consuetudine di rendere partecipe la popolazione di qualsiasi tipo di avvenimento, tramite dei proclami che venivano letti ad alta voce nelle pubbliche piazze, bisogna arrivare sino al 1600 circa per vedere le prime partecipazioni.



Esse però venivano spedite unicamente per annunciare i decessi, e venivano recapitate direttamente presso le famiglie invitate a prendere parte al funerale.



Dobbiamo aspettare la fine del 1700 per vedere un nuovo utilizzo delle partecipazioni che, finalmente, annunciano qualcosa di gioioso: la nascita.  Erano scritte a mano, spesso da monaci amanuensi, ma ancora erano considerate un vero lusso, appannaggio esclusivo delle famiglie nobili e facoltose.



Verso il 1850 si cominciano a vedere le prime ‘rudimentali’ partecipazioni, infatti era usanza che i genitori dei futuri sposi andassero in visita presso le famiglie prescelte per invitarle alle nozze dei loro figli, quando i futuri invitati non erano in casa i genitori solevano lasciare un biglietto scritto con l’invito all’evento.



Finalmente agli inizi del 1900 con l’avvento dell’era industriale, la stampa diventa di facile accesso anche per le famiglie meno abbienti e la partecipazione, per come la conosciamo ancora oggi, diventa una consuetudine ben radicata.



E veniamo ora alla famosa formula R.S.V.P., essa viene dalla frase francese ‘Répondez s’il vous plait’: ossia ‘Rispondete per cortesia’.

Sarà perché non ne conoscono il significato che spesso, ahimé, certe persone non rispondono agli inviti?!


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In tutti gli eventi, specie le nozze, è di primordiale importanza conoscere esattamente il numero di invitati che interverranno, per tutti gli ovvi motivi che ne derivano, in primis il pagamento dei coperti alla location e tutto il resto.



È buona norma, quindi, rispondere sempre ad un invito, è una semplicissima questione di educazione, infatti, a noi farebbe piacere pagare per 100 invitati mentre il giorno fatidico se ne presentano solo 50?!



I metodi di risposta variano, più siamo in confidenza con le persone che ci stanno invitando meno formali saremo, si può passare dalla telefonata per dire ‘Si, ci saremo’, oppure ‘Scusaci tanto, abbiamo un impegno che non possiamo rimandare, ma saremo con voi col cuore’, al cartoncino scritto, più formale, dove comunicheremo le nostre intenzioni.



Niente panico però, perché è proprio la formula del R.S.V.P., sempre seguita dai contatti di riferimento, nr. di telefono fissi, o cellulari, o indirizzi, che indicherà con precisione con che mezzo, ed entro quando, bisognerà rispondere.



Per i motivi già descritti, è importantissimo rispondere entro i termini richiesti, ricordiamoci che molti ristoranti chiudono la lista di invitati anche un mese prima, pretendendo, giustamente, il pagamento per il numero di invitati che viene loro comunicato in base alle adesioni.



Quindi se abbiamo tante cose a cui pensare, e sappiamo già che rispondere entro la data x potrebbe sfuggirci, possiamo attivare un promemoria sul nostro cellulare, è un nostro preciso dovere non mancare a questo cortese invito, un segno di rispetto verso chi avrebbe piacere di averci tra gli ospiti di un evento così importante.

 


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Le origini della fede nuziale.


 

La storia del gioiello più prezioso del mondo è molto antica, eh si, perché non c’è nessun altro gioiello al mondo che sia ricco di significati come questo semplice cerchio d’oro!

 

La fede viene scambiata tra i due sposi al momento delle nozze, si porta all’anulare, e se questa tradizione è rimasta saldamente ancorata lungo i secoli, è perché già nell’antica Roma era una pratica, ancora pagana, molto diffusa per suggellare il patto matrimoniale tra i due sposi.


La forma geometrica fu fin dall’inizio scelta perché non avendo nè inizio nè fine rappresentava l’eternità.


La tradizione viene ripresa dalla Chiesa Cattolica verso il nono secolo, che suggella in maniera sacra e solenne l'unione della coppia davanti a Dio col Rito del Sacramento del Matrimonio, durante il quale i due sposi si scambiano le promesse insieme con gli anelli.



All’inizio le fedi si portavano all’anulare della mano sinistra, infatti nel terzo secolo a.c. dei medici grechi avevano dimostrato che i nervi del quarto dito erano direttamente collegati col cuore, la fede, comprimendoli, assicurava amore eterno... benché secoli dopo, questa teoria sia stata contraddetta dagli scienziati , questa usanza continua ad essere molto ben radicata.


Nel medioevo, in Francia, gli sposi cominciarono a portare la fede alla mano destra, per poi tornare alla mano sinistra col passare dei secoli, ancora oggi in certi paesi le fedi si portano nella mano destra.


Ma torniamo un attimo indietro nel tempo perché è molto interessante l’evoluzione dei materiali di cui erano fatte le fedi lungo i secoli... cominciamo dagli Egiziani, Grechi e Romani antichi che le confezionavano utilizzando materiali naturali come il giunco o il papiro, ma, come è comprensibile, questi anelli non erano molto resistenti e si rompevano rapidamente, ecco perché questi materiali vennero sostituiti con l’avorio, l’osso o il cuoio.


Ancora più tardi cominciarono a fabbricare le fedi utilizzando il ferro, l’ottone o il bronzo.

Bisognerà aspettare il tredicesimo secolo per vedere le prime fedi in oro durante le cerimonie nuziali di fede cristiana.

Ai giorni nostri la fede in oro , nella sua forma più classica viene adottata dalla maggior parte degli sposi.

È anche vero che la fede, lungo i secoli, a seconda dei popoli e delle culture, è stata declinata in una grande varietà di modelli: quelli ebraici, ad esempio, erano molto di moda nel sedicesimo secolo, gli anelli gemelli nel diciassettesimo e il famoso anello irlandese , il ‘claddagh ring’ nel diciottesimo, quest’ultimo anello è ricco di significati, esso rappresenta due mani che tengono un cuore sormontato da una corona : le mani rappresentano l’amicizia tra i due sposi, il cuore simboleggia l’amore e la corona la lealtà.

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Infine una parola per le incisioni all’interno delle fedi, ancora una volta dobbiamo questa tradizione ai Romani, questa pratica suggellava l’appartenenza della sposa corpo e anima al suo sposo.


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La fede intesa come anello è anche da interpretare come fede in senso più ampio, i fidanzati che decidono di sposarsi è perché hanno fede che la loro coppia duri per sempre, ecco perché, se è vero che possiamo perdere tutti gli altri gioielli con un pò di dispiacere, certo, perdere la fede è una eventualità che cerchiamo costantemente di scongiurare proprio per il carico di preziosi simboli che essa porta con se. 

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Il bouquet nuziale nel corso dei secoli.


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La tradizione del bouquet da sposa risale fino nell'antichità, abbiamo notizia che i primissimi bouquet fossero composti principalmente da erbe aromatiche, esse servivano per allontanare gli spiriti maligni oltre che per mascherare certi cattivi odori (ebbene sì... le docce a quel tempo ancora non esistevano...).

Si sa che nel Medio Evo ci si sposava soprattutto in primavera, periodo nel quale ci si faceva il bagno annuale!

Verso il 18º secolo il bouquet comincia ad essere composto dai fiori d'arancio, simbolo di purezza, anche in questo caso avevano la funzione di creare un alone delicatamente profumato attorno alla sposa.


I fiori d'arancio fanno parte decisamente della storia del bouquet nuziale, visto che continuano ad essere presenti anche alla fine del 19º secolo, periodo in cui prende piede la tradizione di tenerlo in una campana di vetro nel salone di casa, lo scopo è quello, una volta essiccato, di tenerlo conservato e bene in vista tutta la vita.



Il lancio del bouquet? E' più una moda che una tradizione, benché non sia ben chiara l'origine di questa consuetudine, si pensa, in definitiva, che si sia diffusa grazie ai numerosi film americani, che mostrano spose impegnate in mirabolanti lanci verso le amiche... sarà poi vero che chi lo acchiappa si sposerà entro l'anno?


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Infine una nota tecnica, se così si può dire, il bouquet è l'ultimo dono che l'uomo fa alla sua futura sposa, ancora in veste di fidanzato, è lui che lo sceglie e lo fa recapitare alla sua bella il giorno stesso delle nozze... lei toglierà un piccolo fiore che lui metterà nel bavero... la famosa ‘boutonnière’... questo gesto però , ormai, è diventato virtuale, visto che la boutonnière viene confezionata dalla fiorista contemporaneamente col bouquet ... qualche sposo non gradisce di avere questo piccolo fregio floreale che richiama il bouquet della sua sposa, ed è un peccato perchè, così facendo, si interrompe quell’alone di continuità ideale, romantica della coppia.

 




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La curiosa storia del colore bianco per gli abiti da sposa...


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Ma indovinate un pò chi ha introdotto la moda del colore bianco per l'abito da sposa? Una certa Alexandrina Victoria del Regno Unito (n.24 maggio 1819 – m. 22 gennaio 1901), chi è? Beh in effetti questo nome non ci è molto familiare... ma se vi dicessimo che è passata alla storia con l'appellativo di Sua Altezza Reale la Regina Victoria d'Inghilterra?



Eh si, proprio lei, così severa, che durante il suo regno si è occupata di ben altro che non di questioni frivole, lei che è passata alla storia per il suo rigido protocollo morale, intransigente, la morale vittoriana è ben nota... è riuscita a dettare moda nel campo dei matrimoni ... proprio questa sua sfaccettatura, così inaspettata, ci restituisce una figura molto più umana... perchè lei, Sua Altezza Reale, era una ragazza determinata e volitiva che sapeva anche essere controcorrente, sapeva rompere gli schemi!



Dal giorno delle sue nozze l'abito bianco, che all'epoca veniva indossato di giorno e non certo per il matrimonio, divenne un must per tutte le spose dell'occidente!



Quando andò a nozze aveva solo 21 anni ed era già regina da tre, per il suo amatissimo Albert, principe di Sassonia-Coburgo-Gotha, lei non volle nulla di altisonante, via gli abiti intessuti d'oro che avrebbe potuto indossare, via i prestigiosi e ingombranti gioielli e corone del Regno, ma un semplice abito bianco vaporoso, un velo di pizzo bellissimo e prezioso lungo 5 metri esattamente come lo strascico, un paio di orecchini semplici di diamanti e una spilla, 'la' spilla che le regalò Albert alla quale restò affezionata tutta la vita... in testa? Una semplice coroncina di fiori d'arancio, simbolo di fertilità.


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La scelta era chiara: voleva comunicare romanticismo, amore, purezza, e null'altro. L'abito fu realizzato con materiali britannici, la sopra gonna di pizzo proveniva da una fabbrica del Devonshire che mise a disposizione 200 lavoranti e ben otto mesi di lavoro. Una curiosità: la Regina fece distruggere lo schema dell'abito per evitare che venisse copiato!



L'abito è conservato a Kensington Palace, la data è relativamente recente perché parliamo del 1840... a questa figura storica di spessore, leggendaria, una donna che ha fatto la Grande Storia, dobbiamo anche la moda degli abiti bianchi da sposa... lo avremmo mai detto?

 




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Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo ...


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Questa tradizione è molto famosa oltre che diffusissima in tutto il mondo, ci arriva dall'Inghilterra dove, pare, esista un documento datato 1898 che ne parla.

Volete saperne di più?

Cominciamo...


Something old,

something new,

something borrowed,

something blue

and a silver sixpence in her shoe.

 

'qualcosa di vecchio' simboleggia il legame della sposa con la sua famiglia di origine e la sua vita prima del matrimonio, esso non si spezzerà col matrimonio. La sposa in genere sceglie di indossare l'abito della madre, o il suo velo, o un gioiello di famiglia.



'qualcosa di nuovo' rappresenta la fortuna ed il successo della sposa nella sua nuova vita col marito. La donna in questo caso può decidere che sia l'abito stesso, o qualsiasi altro accessorio.



'qualcosa di prestato' rappresenta l'amicizia e l'importanza, per la sposa, di essere aiutata, supportata e protetta dagli amici tutto lungo la sua nuova vita da sposata, generalmente è una sua cara amica che le presterà un gioiello o un accessorio.



'qualcosa di blu' rappresenta la purezza e la fedeltà, è un simbolo strettamente legato all'immagine della Madonna, spesso rappresentata con una fascia blu intorno alla vita. In questo caso la sposa sceglie generalmente una giarrettiera di questo colore o un nastrino blu che fa cucire nella parte interna dell'abito, come fece Letizia Ortiz in Spagna nel 2004, quando andò in sposa al principe ereditario Felipe di Borbone, oggi diventati i monarchi.



'una moneta nella sua scarpa', rappresenta la riuscita e la prosperità della nuova coppia. La moneta dovrà essere messa rigorosamente nella scarpa sinistra della sposa, molto meno scomodo, però, farla cucire all'interno dell'abito!



Questi portafortuna appartengono alla tradizione o, se vogliamo, alla superstizione, ma è molto divertente per la sposa fare in modo che tutto venga eseguito...non si sa mai ... 


 


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Wedding planner si, Wedding planner no.

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Ci siamo! Ve lo ha chiesto!!

 Il dilemma ora è: wedding planner si o no?

Analizziamo il perché si sceglie spesso il 'fai da te', il motivo più comune è: il wedding planner costa troppo! Convinzione, questa, che il più delle volte viene dedotta e non verificata!

Dedotta, magari, perché in tv ci mostrano immagini eclatanti di matrimoni ultra lussuosi ...

Eppure....

QUESTA È UNA DOMANDA CHE CI FANNO SPESSO: ma quanto costa avere un wedding planner?

C'è un sistema molto semplice per spiegare ciò che sembra un pò misterioso..perchè, diciamoci la verità: è mai successo che un wedding planner dicesse pubblicamente quanto può costare un matrimonio così fantastico?


A noi piace fare un esempio, che può far luce, a nostro avviso, su questo 'arcano' ... mettiamo il caso che dobbiamo farci fare un abito per un'occasione: fermo restando che la sartoria va pagata, questo abito come lo vogliamo? Di seta? Di cotone? Di pizzo? Intessuto con vere perle o finte? ..Potremmo andare avanti con mille altre opzioni per la realizzazione di questo abito...

Forse ora appare più chiaro che il prezzo dell'abito, ovviamente, dipende, in grandissima parte, dal tipo di materiale utilizzato per confezionarlo e dalle ore di lavoro che ha richiesto. E appare anche chiaro che non ci rivolgiamo ad uno stilista per farci fare un abitino da lavoro, se non vogliamo che il costo del professionista superi quello della stoffa.

È esattamente ciò che succede con la 'macchina' matrimonio.

Dipende da ciò che vogliamo, da cosa scegliamo, vogliamo mille orchidee che pendono dal soffitto, o piuttosto fasci di fiori di campo sui tavoli? Vogliamo torta e dolci fatti dalla nonna o dalla pasticceria più rinomata? Anche qua, si potrebbe andare avanti con mille altri esempi...alla fine sono sempre gli sposi che decidono che budget dedicare al loro giorno più bello e quanto, per loro, sarà importante che sia elegante, piacevole e che lasci degli indelebili ricordi...

È vero anche che molte spose sono disposte ad acquistare un abito di alta moda ma poi sorvolano sugli allestimenti, affidandosi, magari, alla location scelta, la quale un minimo di decorazione floreale la potrà anche offrire, ma, per quanto bella, renderà il tutto piuttosto anonimo...

Queste situazioni non sono rare, e fanno pensare ad una mancanza di visione d'insieme..perchè...pensiamoci un attimo...ma chi di noi si presenterebbe in abito da sera griffato , struccata, spettinata e in ciabatte ad un gala ufficiale? :-) perché l'effetto è esattamente lo stesso!

Il dilemma è stato risolto? :-)

Il nostro consiglio: cercare di avere il più possibile la mente lucida e decidere se davvero si ha voglia di implicarsi in prima persona con tutto lo stress che ne può scaturire, comprese probabili assenze dal lavoro, perchè organizzare un matrimonio non è faccenda da poco, ci sono 1000+1000 cose di cui tener conto, 1000+1000 cose da fare e, soprattutto, ma ci sarà davvero tutto quel gran risparmio?!












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