Torna al blog
Torna al blog
La sposa ribelle non trova le scarpe … andrà scalza all’altare?!

Ebbene si. Lo devo ammettere! Sono un po’ ribelle, o meglio sono fatta a modo mio, come tutti, no?

 

Mi sono sempre truccata pochissimo e non sono mai andata dalla parrucchiera solo per farmi pettinare. Devo confessare che con mia sorella ci siamo parecchio scontrate su questi due punti! Oggi ne ridiamo, ma il periodo precedente le nozze è stata tosta. Perché? Beh, come avrai intuito, non ne volevo sapere di avere una Mua, e tanto meno una parrucchiera!

 

Mi sono impuntata davvero moltissimo, non volevo sentire ragioni, troppe volte ho visto spose stravolte e irriconoscibili, la mancanza di coerenza è una cosa che detesto, perché una sposa deve discostarsi così tanto dalla sua immagine di sempre?! Io di sicuro non lo avrei fatto!

 

Vuoi sapere chi ha vinto tra le due sorelle?  C'è stato un win/win, per la buona pace familiare .

Ha vinto Laura  sulla MUA, perché le foto, perché ‘non puoi truccarti da sola’, ecc.., mentre ho vinto io per la parrucchiera, non ci sarebbe stata! Chi mi ha pettinata? Mia sorella, ovvio!

E devo dire che è stata bravissima, ha saputo farmi un'acconciatura super semplice, proprio come volevo io!

A-2-21 287jpg

A-2-21 361jpg

A-2-21 364jpg 


A-2-21 330jpg

Un giorno mentre era al pc, l’ho sentita richiamare la mia attenzione con la stessa aria soddisfatta di un gatto che ha appena catturato la preda: ‘guarda un po’ cos’ho trovato per te!’. Erano due fermagli per acconciature da sposa, delicatissimi, molto eleganti, ma, cosa sorprendente, Laura, che come ho detto più volte è molto maniacale nella ricerca della perfezione,  era riuscita a trovare un motivo floreale di cristalli, molto simile al pizzo del mio abito! Della serie ‘ non lasciamo nulla al caso’ !


WhatsApp Image 2021-06-07 at 131211 1jpg 

Praticamente erano perfetti! Una volta verificati i tempi di consegna (arrivavano dall’Inghilterra) li abbiamo ordinati subito su Etsy, una piattaforma incredibile! Degli ottimi handmade  provenienti da tutto il mondo, ci si può trovare di tutto.




A-2-21 64jpg


fornitpeg 77jpg


Mentre per il trucco abbiamo trovato una MUA che si è rivelata una vera sorpresa, praticamente ci siamo conosciute il giorno delle nozze, il mesetto prima eravamo in contatto esclusivamente via telefono o whatsapp. Non abbiamo fatto neanche una prova, come si fa di solito … Antonella Era, make-up artist di Sassari, è arrivata puntualissima alle ore 7:00, il giorno dell’evento. Molto simpatica, ma soprattutto professionale e competente, mi ha fatta sentire a mio agio, abbiamo chiacchierato un sacco, le due ore passate al trucco sono praticamente volate!

https://www.facebook.com/share/v/crJKri5NAkmNs1KT/?mibextid=WC7FNe


WhatsApp Image 2021-06-23 at 113242jpg

Il kit della sposa donatomi da Antonella MUA per i miei ritocchi, non c'è stato bisogno di usarlo, il trucco è rimasto perfetto! Ma lo conservo gelosamente nella mia Wedding box.

A-2-21 143jpg 


A-2-21 248jpg

Ora arriviamo ad un altro dei tasti dolenti: le scarpe!!! Molte donne ne hanno il culto, io sono tra queste. Ho ancora un paio di scarpe in nabuk di un bel tono di fuchsia davvero particolarissime, con una punta esagerata, di una stilista giapponese, acquistate sul Lago di Garda un po' di anni fa. Le avrò messe si e no un paio di volte, perchè sono da cerimonia, ma le conservo gelosamente e sono sempre perfette.

Mi piace puntare su un accessorio un pò eccentrico, quando il resto dell'outfit è davvero minimale e monocromatico, quindi via libera a scarpe originali, per le occasioni speciali. 

Ma quando tu sei la sposa è tutta un'altra storia. non vedo di buon occhio le scarpe vistose,  aperte sul davanti,  e soprattutto col plateau o tacchi a spillo, oltre ad essere vietate dalle regole del galateo, le trovo ineleganti e poco appropriate, ma questo è un mio personale pensiero … 

A Cagliari avevo cercato come una matta delle scarpe col tacco medio, e comodo (non avevo certo voglia di arrivare all’altare ruzzolando dai tacchi, cosa per me probabilissima visto che non ci sono abituata), ma soprattutto chiuse, almeno davanti. 

Niente da fare! Non riuscivo a trovarle! Così ancora una volta abbiamo cercato su internet, la ricerca è stata lunga ed estenuante, stavo cominciando a entrare in panico! Fino a quando a furia di cercare, Laura, sempre lei (ma come faremmo senza la wedding planner???)  ha trovato le scarpe perfette per me, rivestite della stessa seta del mio abito, fatte a mano e su misura, super semplici e completamente chiuse…

C’era solo un ‘piccolo’ problema, il negozio di Milano non faceva spedizioni. Abbiamo dovuto spiegargli la situazione e il signor Paolo, il proprietario (non farò il nome del negozio perchè ha davvero fatto una soffertissima eccezione apposta per noi!) , ha molto gentilmente ceduto ed ha provveduto a inviarci le preziosissime scarpe da sposa.


MPQE7486JPG

 

Con tutte queste cose da fare il tempo è volato e siamo arrivati ad una settimana dall’evento, era ora di elaborare il ‘timing’, della serie ‘chi fa cosa e a che ora’, tutto minuziosamente pianificato, non deve mai mancare a nessun matrimonio. Tutti i fornitori sono stati richiamati per la verifica dei dettagli e orari di arrivo. Ora potevamo rilassarci un po’ in attesa del grande giorno.


Prossimo articolo: keep calm, il grande giorno è arrivato!



Riflessioni di una wedding planner per vocazione. La wedding planner si sposa, è calma, anzi isterica!

Qual'è la mia personale idea di festa per un matrimonio? Le due persone che decidono di sposarsi le vedo come  passeggeri di un bellissimo viaggio (inteso come l’evento in se)  che sarà molto breve ma intensissimo, esso potrà  generare emozioni così forti che accompagneranno la coppia per tutta a vita… il wedding panner in tutto questo? Lo vedo come il treno che trasporterà tutti i protagonisti del giorno, un bellissimo treno, moderno, efficiente, veloce, sicuro, procederà senza sbalzi, con tutti i comforts, il suo percorso, che verrà deciso prima,  sarà orientato verso la meta finale. I passeggeri arriveranno a destinazione riposati e felici, la loro esperienza sarà davvero indimenticabile e coinvolgente, perché si saranno emozionati e avranno riso, avranno visto paesaggi bellissimi e gustato tante prelibatezze.

Come vedo un evento senza il professionista? Sempre un viaggio, ma a bordo di una utilitaria che verrà guidata via via da vari componenti della famiglia degli sposi, se non dagli sposi stessi. Il tragitto verrà stabilito prima, certo, ma i vari conducenti non conoscono le strade giuste da fare per arrivare a destinazione senza intoppi. 

Per questo i percorsi che seguiranno non saranno facili, potranno passare in sterrati polverosi, potranno sbagliare strada e arrancheranno parecchio per trovare quella giusta,  andranno  avanti incerti accumulando ritardi e problemi. Come arriveranno a destinazione i nostri eroi? Impolverati, esausti, e stressati, molto stressati. 

Torniamo al mio matrimonio, nonostante conoscessi tutte le fasi di preparazione, non avrei mai pensato che mi sarei trovata così, esattamente come tutte le spose del mondo, elettrica, preoccupata che tutto andasse bene, anzi, in maniera perfetta!

Non solo! Manco a farlo apposta, proprio noi che consigliamo sempre di cominciare il planning almeno un anno prima, abbiamo dovuto organizzare tutto in circa tre mesi!

Che comica situazione! Infatti con Gianluca, l’uomo che oggi è diventato mio marito, eravamo insieme da tantissimo e, come spesso succede, abbiamo deciso di fare il grande passo così, dal giorno all’indomani.

Capita che tutto all’improvviso si allinei e tu devi seguire, non perché devi seguire per forza, ma perché lo senti nel cuore che è arrivato il momento. E allora non c’è storia, si va avanti, noi ci siamo e … chi c’è c’è.

Io però non potevo occuparmi del mio stesso matrimonio, troppo emotivamente coinvolta, ripeto,  intoccabile, nervosissima!

Ho subito affidato tutto a Laura, la mia super pignola, maniacale da rompere le scatole, perfezionista da irritare, ma fantastica sorella. Io lo so, perché la conosco da quando è nata, lei trova sempre le soluzioni più geniali per tutto, è davvero sorprendente! Con lei mi sarei sentita in una botte di ferro, sulle mie nozze non sarebbe potuto cadere neanche un meteorite… e se anche fosse caduto, lei, sono certa, gli avrebbe trovato uno spazio nella location e lo avrebbe pure valorizzato come parte integrante della scenografia.

Mentre io mi occupo della parte amministrativa, social e marketing, lei è il motore della cojas eventi, lei la designer delle scenografie, dunque anche da sola sarebbe riuscita perfettamente a mettere in scena le mie nozze. Mi sono completamente affidata a Laura, alla sua competenza e abilità, e soprattutto, come dicevo prima,  ad una sua skill apprezzatissima e vitale: il problem solving!

 WhatsApp Image 2021-05-29 at 102813jpg


Appena si decide di convolare a nozze, la primissima cosa da fare è decidere la data con la sede scelta per la cerimonia (sia essa la chiesa piuttosto che il Municipio). 

Con Gianluca  frequentavamo da più di dieci anni, e frequentiamo tutt’ora l’unico  Monastero Benedettino in Sardegna, dell’anno mille circa, lì avevamo conosciuto padre Gianni, che nel tempo è diventato il nostro Padre Spirituale, ovviamente volevamo che fosse lui a sposarci!


 210479241_4098072306943921_465363415941119175_njpg

https://www.sorres.it


‘Ma quando vi sposate?!', ‘Cosa aspettate a sposarvi?!’. Per anni questo è stato il mantra di Padre Gianni!

 'Quando decideremo, tu sarai il primo a saperlo!’ Promessa mantenuta. Siamo andati a trovarlo una domenica e a sorpresa gli abbiamo detto: ‘ Ciao Padre Gianni! Ci sposiamo!’ ‘Era ora!’ ha risposto lui con aria sorniona. 

Prima di andare avevamo un po' di ansia, in cuor nostro volevamo la data del 5 giugno, perché per noi ha un valore altamente sentimentale, avevamo timore che il nostro Padre Spirituale non fosse libero, che la Basilica non fosse disponibile … uuuhhhh quanti timori eh?! Siamo rientrati a casa con una data e un orario: sabato 5 giugno alle ore 11. Fantastico! Ancora una volta tutto allineato! Le prime classiche paure dei futuri sposi, dissolte subito, come neve al sole …

 

 

Il nostro desiderio era che tutto l’evento si svolgesse al Monastero, anche il pranzo, dunque il giorno stesso abbiamo verificato la logistica, stavolta la sala refettorio che frequentavamo da sempre, la dovevamo valutare in maniera più tecnica: planimetria, verifica dimensioni tavoli, e vettovaglie a disposizione, in videochiamata con Laura che ci diceva cosa verificare, che misure prendere … 

Si sa che noi di cojas non amiamo lasciare nulla al caso, siamo maniacali nella predisposizione di tutto, per le mie nozze sicuramente non avremmo mollato la presa. Sempre quella stessa domenica abbiamo visitato le camere della foresteria. La nuova ala al terzo piano è stata ristrutturata da poco tempo e gli alloggi sono degni di un hotel, con tanto di bagno in camera e kit di cortesia.

 WhatsApp Image 2021-04-11 at 172827jpg

La visita era necessaria, perché ovviamente avremmo dovuto soggiornare al Monastero almeno dal giorno prima delle nozze con le nostre famiglie, visto che per raggiungerlo, da dove abitiamo, ci vogliono circa 250 km. Tante ansie anche per questo aspetto, ma ancora una volta tutte dissolte: per il 4 e 5 giugno le camere che ci necessitavano erano libere!

 

Padre Gianni, sempre quella domenica, ci ha consegnato un foglio con tutte le letture ‘papabili’ per il rito religioso, inoltre ha dato via libera ad una scaletta musicale di repertorio classico, proprio come sognavamo noi! Ovviamente ci ha spiegato i passi formali da compiere, documenti da preparare, processicolo, pubblicazioni, ecc…


Schermata 2024-01-03 alle 161935png 

 

 

Insomma siamo rientrati a casa con un bel po' di compiti da fare.

 

Prossimo articolo: Mettiamoci sotto col lavoro! C’è da pensare all’immagine coordinata e … bisogna trovare l’abito da sposa!!!

 

Quando si sposa una wedding planner. Ovvero, le nozze viste da dietro le quinte.

Sono qui davanti al foglio bianco, cerco di raccogliere le idee, ho pensato che vorrei scrivere un nuovo articolo per il mio blog. Qualcosa che sia utile per le coppie di sposi che si dovessero affacciare in questo mondo per la prima volta. Condividere la propria esperienza, raccontata in prima persona, può aiutare. Spero! Il mondo dei matrimoni è un caleidoscopio di oggetti, sentimenti, stati d’animo e anche, in molti casi, fonte di stress e ansia…districarsi e uscirne indenni, non è per niente facile!

Proprio per questa moltitudine di aspetti mi chiedo da dove potrei cominciare … forse proprio dalle origini della mia professione.

Fare la event planner è una cosa che mi appassiona oltremodo, avere una visione d’insieme, l’armonia tra decorazioni e location, coerenza tra tenore del ricevimento, invitati, scenografia, cornice dell’evento, tutto questo per me deve avere un senso. E, una cosa che posso constatare ad ogni evento, se sleghiamo dal contesto anche solo uno di questi elementi, esso risulterà banale, sciatto, insignificante, ‘raffazzonato’, a emozioni zero.

Da sempre con Laura, mia sorella, quando arrivavamo ad un ricevimento (e ci succede tutt’ora), al primo colpo d’occhio, notavamo subito le incongruenze, le ineleganze, le stonature, per questo ci proponevamo di aiutare le nostre amiche ad organizzare il loro giorno più bello, perché, per l’affetto che ci legava, desideravamo metterci a disposizione per realizzare un evento dove tutto fosse al suo posto, con semplicità e armonia, con eleganza. Per fare questo c'è bisogno di una skill fondamentale: la visione d'insieme! Mai focalizzarsi su singoli aspetti, mai! Avere la capacità di 'vedere' l'evento completo davanti a te, prima che venga realizzato, ti porta a seguire un unico 'fil Rouge', è proprio questo che rende armonico l'evento.

Le decorazioni in stock, la moda del momento, o tutto ciò che risulta ridondante, déja vu, della serie ‘lo hanno tutti, lo voglio anche io’, non ha mai fatto per noi! Ispirarci, si certo, ma vogliamo ‘rivisitare’, adattare, personalizzare, ogni volta.

Un giorno, proprio un’invitata al matrimonio di una nostra cara amica, vedendo le semplicissime ma particolari decorazioni (nella foto, anno 2010) che avevamo creato, ci aveva consigliato di fare dei corsi per fare della nostra inclinazione naturale una vera professione.

menu 03jpg

Ecco, la frittata ormai era fatta! Una persona esterna, che non ci conosceva aveva avuto il potere, con due parole, di metterci difronte a noi stesse, abbiamo finalmente preso atto che quella era la nostra strada, perché no?

Ma soprattutto: perché? Beh,  ce ne sono tanti, in primo luogo per passione, perché quando adori  il lavoro che fai vuol dire che non senti la fatica, vuol dire investirti al 100% al servizio del tuo cliente come se l’evento fosse il tuo, vuol dire renderti utile nel guidare le persone in un percorso tanto complesso come l’organizzazione di un matrimonio, dove sbagliare strada, per i non addetti ai lavori, è un attimo.

Se da un lato è complicato,  dall’altro però, per chi come noi ha una predisposizione naturale, risulta davvero semplice creare qualcosa di impatto con pochi elementi. Ci vuole testa e … cuore!

In molti pensano che il ‘fai da te’ sia la soluzione più economica, non è proprio così e io ora lo posso anche testimoniare per esperienza diretta.
Oltre al tempo che ci vuole per pensare a tutto, al tema ed ai colori, che tipo di fiori … bomboniere si o no?  Eventualmente  quali scegliere?! Dove  andare a trovare  gli elementi che faranno parte della scenografia? Cercare per ore, ispirarti, perderti tra mille offerte … e, stai sicura, avrai altre mille situazioni, appuntamenti e impegni, ma se tu nella vita fai altro, se questo non è il tuo campo, come fai a gestire il tutto?!

Soprattutto, come avrei fatto io, mentre ero in seduta trucco, ad essere presente mentre arrivava la wedding cake?! Ed era pure ad un paio di metri da me … ma chi ha chiesa e location distanti km? Come può fare? Come avrei fatto, mentre mi cambiavo, ad andare in chiesa a posizionare i libretti, cestini riso e tutto il resto?! Te lo dico io: non ce l’avrei fatta! Senza l’aiuto di una event planner, che avrebbe pensato a tutta la regia e al coordinamento, non ce l’avrei fatta!

È anche vero che ci si potrebbe affidare ad una zia, una cugina, un’amica per un aiuto, oppure addirittura alla location , infatti sempre più spesso i ristoranti offrono il centrotavola e il tableau agli sposi, compreso nel prezzo … ma … io non volevo nulla di anonimo, nulla di ostentato certo, ma assolutamente nulla di banale e improvvisato. Ci si sposa una sola volta, o no?! Non contano solo le cibarie, per me ci deve essere il giusto mix degli elementi: compresa la parte  emozionale. Non solo gli sposi ma anche i loro ospiti devono vivere un’esperienza indimenticabile e condivisa.

E poi, ma ti immagini chiedere alla tua migliore amica, o ad una cugina o zia di dedicarsi alla sistemazione delle bomboniere o segnaposti mentre ti stai sposando? Ti sentiresti davvero di chiedere  loro, in qualità di invitate, quindi in abito da cerimonia,  di sistemare le tue cose alla location, escludendole, di fatto, dai momenti clou, del TUO evento, in chiesa o in municipio? Ci hai pensato?

Mentre si organizza l’evento della vita bisogna avere mille occhi, pensare ad ogni minima cosa, perché anche gli aspetti che a prima vista ci possono sembrare insignificanti, stiamo sicure che verranno fuori e si presenteranno come problemi da risolvere, quando meno ce lo aspettiamo, sempre se non siamo del mestiere, è ovvio.

Quanto a noi di cojas, ci sentiamo a nostro agio in questo mondo, siamo nel nostro elemento ed è bellissimo sentire che stiamo sollevando gli sposi dalle incombenze più seccanti e noiose per loro, vederli che si affidano a noi come se fossimo della famiglia, ci fa sentire utili, è una grande responsabilità,  certo, ma è entusiasmante vedere il loro sogno che pian piano prende forma.

26197349_1274248652719249_610719006_njpg



E quanto ci piace offrire piccole sorprese, non preventivate, piccoli doni  che vanno dritti al cuore, un dettaglio in più per il loro evento. Cosa ho detto prima? Con la testa, ma anche col cuore …

003jpg

Fin qui ho descritto come lavoriamo, l’ho fatto in maniera distaccata vero?  Eh si, perché l’event planner deve avere la mente fredda, in questo lavoro si deve avere una precisione chirurgica, non bisogna certo farsi prendere dalle emozioni, sennò ciao!

Ma … poi è toccato a me, trovarmi dall’altra parte, dalla parte della sposa…

 

Il prossimo articolo: riflessioni di una Wedding planner per vocazione