R.S.V.P. questo sconosciuto?

Una formula sempre più utilizzata in ogni tipo di partecipazione, dalle private alle aziendali.

Ma sappiamo esattamente cosa significa?




Prima di addentrarci in questo argomento, però, facciamo una passeggiata indietro nel tempo, andiamo a curiosare come e perché ha avuto origine la partecipazione.


Se nel Medioevo è ben nota la consuetudine di rendere partecipe la popolazione di qualsiasi tipo di avvenimento, tramite dei proclami che venivano letti ad alta voce nelle pubbliche piazze, bisogna arrivare sino al 1600 circa per vedere le prime partecipazioni.


Esse però venivano spedite unicamente per annunciare i decessi, e venivano recapitate direttamente presso le famiglie invitate a prendere parte al funerale.


Dobbiamo aspettare la fine del 1700 per vedere un nuovo utilizzo delle partecipazioni che, finalmente, annunciano qualcosa di gioioso: la nascita.

Erano scritte a mano, spesso da monaci amanuensi, ma ancora erano considerate un vero lusso, appannaggio esclusivo delle famiglie nobili e facoltose.


Verso il 1850 si cominciano a vedere le prime ‘rudimentali’ partecipazioni, infatti era usanza che i genitori dei futuri sposi andassero in visita presso le famiglie prescelte per invitarle alle nozze dei loro figli, quando i futuri invitati non erano in casa i genitori solevano lasciare un biglietto scritto con l’invito all’evento.


Finalmente agli inizi del 1900 con l’avvento dell’era industriale, la stampa diventa di facile accesso anche per le famiglie meno abbienti e la partecipazione, per come la conosciamo ancora oggi, diventa una consuetudine ben radicata.


E veniamo ora alla famosa formula R.S.V.P., essa viene dalla frase francese ‘Répondez s’il vous plait’: ossia ‘Rispondete per cortesia’.

Sarà perché non ne conoscono il significato che spesso, ahimé, certe persone non rispondono agli inviti?!


In tutti gli eventi, specie le nozze, è di primordiale importanza conoscere esattamente il numero di invitati che interverranno, per tutti gli ovvi motivi che ne derivano, in primis il pagamento dei coperti alla location e tutto il resto.


È buona norma, quindi, rispondere sempre ad un invito, è una semplicissima questione di educazione, infatti, a noi farebbe piacere pagare per 100 invitati mentre il giorno fatidico se ne presentano solo 50?!


I metodi di risposta variano, più siamo in confidenza con le persone che ci stanno invitando meno formali saremo, si può passare dalla telefonata per dire ‘Si, ci saremo’, oppure ‘Scusaci tanto, abbiamo un impegno che non possiamo rimandare, ma saremo con voi col cuore’, al cartoncino scritto, più formale, dove comunicheremo le nostre intenzioni.


Niente panico però, perché è proprio la formula del R.S.V.P., sempre seguita dai contatti di riferimento, nr. di telefono fissi, o cellulari, o indirizzi, che indicherà con precisione con che mezzo, ed entro quando, bisognerà rispondere.


Per i motivi già descritti, è importantissimo rispondere entro i termini richiesti, ricordiamoci che molti ristoranti chiudono la lista di invitati anche un mese prima, pretendendo, giustamente, il pagamento per il numero di invitati che viene loro comunicato in base alle adesioni.


Quindi se abbiamo tante cose a cui pensare, e sappiamo già che rispondere entro la data x potrebbe sfuggirci, possiamo attivare un promemoria sul nostro cellulare, è un nostro preciso dovere non mancare a questo cortese invito, un segno di rispetto verso chi avrebbe piacere di averci tra gli ospiti di un evento così importante.